giovedì 8 marzo 2018

Che puzza Sull’Everest!



Sulla scia di film meravigliosi come Sette anni in Tibet ed  Everest, molti di noi hanno fantasticato su mondi ormai perduti dalla bellezza mozzafiato, sui miti dello Shangri-la e dello yeti… Su montagne  incontaminate dove l’uomo occidentale poteva ritrovare la giusta dimensione delle cose, plasmato dalla fatica e dalle imprese estreme …
Sì, bellissimo, ma svegliamoci da questo sogno, perché le cose non stanno affatto così! Persino  la vetta più alta del mondo, l’Everest è diventato ahime!, una discarica a cielo aperto dove frotte di turisti ricchi e senza esperienza pagano migliaia di euro per farsi letteralmente portare sulla vetta. Dato che i più benestanti si poterebbero pagare un tour sulla luna perché non ci si potrebbe pagare un tour sulla grande vetta?
Dunque molti lo fanno e grazie ad una cifra non poco ingente tutti possono solcare questa alta vetta.
Molto bello da pensare peccato solo che coloro che arrivano in cima non siano tutte persone molto civili ma spesso si dilettano a lasciare doni in sacrificio al monte come escrementi e spazzatura di ogni tipo.
Il governo  nepalese ne  è già al corrente ma se sono tante le squadre di pulizia sull’Everest, ancor di più sono gli incivili.
 Un esempio da seguire sarebbe quello di dotarsi  di sacchetti per i rifiuti da riportare poi a valle come confermato da Dawa Steven Sherpa che dirige dal 2008 le squadre che ripuliscono il monte.
Ogni anno gli scalatori sono più di 700 e ognuno ha bisogno di fare i propri bisogni, Molti scavano delle buche dove poterli fare spesso vicino ai campi base che nonostante siano provvisti di cucine e comfort non dispongono di bagni pubblici tranne uno che si trova a più di 5’000 metri di altezza.
Un’altezza  notevole se solo l’Everest non fosse alto quasi 9’000 metri quindi il governo nepalese ha stabilito una regola che prevede che ogni esploratore debba riportare al campo base almeno 8 kilogrammi di rifiuti.
L’Everest venne scalato per la prima volta nel 1953 dallo scalatore neozelandese Edmund Hillary e dallo sherpa nepalese Tenzing Norgay. Da allora l’impresa è stata compiuta da circa 4.000 persone, alcune con l’aiuto di bombole per l’ossigeno, guide sherpa e aiutanti che trasportavano l’attrezzatura. Nello stesso periodo di tempo circa 900 persone sono morte nel tentativo: i corpi di almeno 260 di loro sono ancora dispersi, ricoperti dal ghiaccio e dalla neve.
Nella sua prima spedizione nel 2008 con la sua squadra di pulizia Dawa Steven ha portato a valle circa 15 tonnellate di rifiuti e nel 2012 circa 1.7.
Infine le buche, come testimoniato da Ang Tshering, dove finiscono gli escrementi devono essere ben profonde perché quando il ghiaccio si scioglie potrebbero risalire e contaminare le acque che si ricavano dai torrenti.
Luca Gigli 3B

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